AVVISO: Da Domenica 27 Settembre, l'orario delle Sante Messe festive è il seguente: 7:30 - 9:30 - 11:00 - 18:30.
L'orario delle Messe feriali (18:30) resta invariato. Vai a Orari SS. Messe »
Toggle Bar

Nonostante la "giovane età" (poco più di un secolo nel momento in cui scrivo), la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù è ricca di grandi e piccole opere di rilevanza artistica che abbelliscono i locali liturgici. Questa sezione non ha la presunzione di produrre un inventario completo dei beni ecclesiastici della parrocchia ma tenta di mettere in evidenza alcune delle opere più significative sia per il loro livello artistico sia per la loro importanza storica. Cercheremo di tenere sempre aggiornata questa sezione.

. Sommario
Clicca sull'opera per far scorrere la pagina sulla sua scheda:

lista

. Statua del Sacro Cuore di Gesù
. Mosaico absidale
. Tabernacolo
. Ambone
. Scultura dell'Annunciazione
. Altare
. Sedili del presbiterio
. Stazioni Via Crucis
. Crocifisso e mosaico
. Vetrata
. Lettere delle navate
. Statue dei Santi Cosma e Damiano
. Altare di San Giuseppe
. Altare di Sant'Antonio
. Quadro della Madonna di Pompei
. Quadro della Madonna della Consolazione
. Statua della Madonna di Fatima
. Varie
. Cappella feriale
. Statua del Sacro Cuore (esterno)
. Grotta di Lourdes

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

lista

. Quadro della Madonna del Monserrato
. Vetrate (Monserrato)

Chiesa di Maria Santissima di Monserrato

. Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

Arte

Statua del Sacro Cuore di Gesù

La storica statua simbolo della parrocchia. Realizzata in legno scolpito e dipinta a mano intorno al 1930 dall'artista Luigi Santifaller di Ortisei nel suo rinomato istituto d'arte. La statua è corredata di un'aureola in argento sbalzato e di due cuori, uno realizzato in argento scolpito, normalmente installato nel petto, l'altro realizzato in oro e pietra dura ed usato durante la Festa del Sacro Cuore di Gesù. La statua è abitualmente esposta nella navata laterale ma durante il mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore, viene spostata sul presbiterio in bella mostra. Originariamente, prima della realizzazione del mosaico, la statua si trovava nell'abside su un supporto in legno rialzato.
. Misure: cm 170 x 40 x 50 (Alt. x Larg. x Prof.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: la statua
. Beni ecclesiastici nel web: l'aureola
. Beni ecclesiastici nel web: il cuore argenteo
. Beni ecclesiastici nel web: il cuore dorato raggiante

foto

foto

foto

foto

foto

foto

Mosaico absidale

Un grande mosaico, progettato dall'architetto don Valerio Vigorelli ed eseguito dagli allievi della Scuola Beato Angelico di Milano nel 1965, ricopre la parte frontale dell'abside. L'opera illustra il tema del Sacro Cuore di Gesù cercando di sottolineare diversi aspetti. La figura di Cristo spicca al centro del mosaico mettendo in risalto il mistero pasquale nella sua interezza: il gesto con le braccia ricorda la passione e la croce, mentre la gloria del trionfo del Risorto è espressa dai toni profondi e tranquilli del bianco vestito, dell'aureola e della luce raggiante. Gesù è in cima al Monte Santo, meta dell’intera umanità chiamata ad abbeverarsi alle sorgenti della grazia che di lui scaturiscono; in alto e in lontananza si nota la Gerusalemme Celeste. I personaggi che fanno da contorno al Cristo testimoniano gli effetti concreti di questa grazia che suscita santi ad ogni età della Chiesa. Dietro ogni santo si trova un angelo che porta scritto nella propria aureola il nome della beatitudine che quel santo ha incarnato.
A sinistra cominciando dal basso sono raffigurati:

A destra sempre dal basso:

. Misure: cm ??? x 600 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: il mosaico

foto

foto

foto

.

foto

foto

foto

Tabernacolo

Un altro capolavoro della Scuola Beato Angelico, realizzato in metallo smaltato, collocato nella parte sinistra del presbiterio. L'Agnello domina il centro del tabernacolo in una duplice forma: la posizione, l'aureola e l'atteggiamento fiero contribuiscono a dipingerlo come un re ma, al tempo stesso, i tratti dolci, arrotondati e lo sguardo rivolto in alto, verso il Padre, lo mostrano come una vittima sacrificale umile e mansueta, che non oppone resistenza ed è obbediente al volere dell'Altissimo. L'Agnello è immerso in un fuoco divampante, simbolo dell'immenso amore di Dio e dello Spirito Santo, un fuoco che arde ma non distrugge come quello del roveto ardente. Nell'epoca preconciliare era sistemato al centro dell'altare senza la struttura di sostegno. Successivamente, nel 1982, don Umberto Lauro incarica l'architetto Renato Laganà di trovare una posizione alternativa. Sfruttando la nicchia presente sulla sinistra del presbiterio, usata originariamente come secondo ambone, l'architetto prevede la costruzione di un artistico altare di marmo a sostegno del tabernacolo. Qualche anno dopo, nel 2002, l'altare del Santissimo viene abbellito con sculture in bronzo fuso e da una balaustra che circonda la nicchia, il tutto realizzato da Gennaro Carresi. Più recentemente, le decorazioni di bronzo sono state riverniciate d'oro assumendo l'aspetto attuale. Le decorazioni in bronzo impreziosiscono la nicchia ed aggiungono all'opera ulteriori spunti di riflessione: i due angeli sembrano quasi fare la guardia a Gesù Eucaristia, Parola di Dio, come i cherubini sull'Arca dell'Allenza proteggevano le tavole di Mosè. Il tutto è sovrastato dalla colomba, simbolo per antonomasia dello Spirito Santo, che irradia fasci di luce nei quali si intravedono spighe e grappoli d'uva, il pane ed il vino eucaristici.
. Misure tabernacolo: cm 35 x 52 (Alt. x Larg.)
. Misure altare: cm 270 x ?? (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: il tabernacolo
. Beni ecclesiastici nel web: l'altare del Santissimo Sacramento

foto

foto

foto

foto

foto

foto

Ambone

Da sempre presente in parrocchia nella medesima posizone, l'ambone, realizzato in muratura e marmo scolpito, dotato di impianto microfonico, è stato abbellito nel 2002 con le sculture in bronzo fuso di Gennaro Carresi. L'artista ha realizzato tre distinti lavori in bronzo: due placche con bassorilievi e un leggio dalla forma di aquila. La placca frontale raffigura l'angelo che annuncia alle donne la Resurrezione di Gesù davanti al sepolcro, con i soldati romani svenuti a terra. La scena è rappresentata frontalmente, dal punto di vista delle donne che non sono quindi "visibili": con questo espediente l'artista sottolinea come l'Annuncio della Buona Novella sia rivolto a tutti quelli che ascoltano la Parola di Dio. La placca laterale mostra invece i quattro evangelisti rappresentati con la loro iconografia classica:

Il leggio a forma d'aquila troneggia sull'ambone, rivolto verso l'assemblea. È un evidente riferimento a San Giovanni: l'aquila ha "la vista più acuta", "vola più in alto" di tutti gli esseri viventi e "può vedere il sole con gli occhi senza accecarsi", caratteristiche assimilate al Vangelo di Giovanni, considerato quello dalla maggiore visione teologica. Come per il tabernacolo, le decorazioni di bronzo sono state riverniciate d'oro assumendo l'aspetto attuale. Alla destra dell'ambone viene collocato il cero pasquale.
. Misure: cm 198 x 182 x 182 (Alt. x Larg. x Prof.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: l'ambone

foto

foto

foto

.

foto

foto

foto

foto

Scultura dell' Annunciazione

Nella parete immediatamente dietro l'ambone, quasi come a voler insistere ulteriormente sul tema dell'annuncio della Parola di Dio, troneggia una scultura in bronzo cesellato che rappresenta la scena dell'Annunciazione dell'arcangelo Gabriele alla Beata Vergine Maria. Prodotta probabilmente da una bottega artistica locale, l'opera fa parte dell'insieme delle primissime rifiniture della parrocchia. In realtà la scultura consiste di due parti distinte, l'angelo annunciante e Maria sormontata da una colomba, lo Spirito Santo. Originariamente le due parti erano "staccate": l'angelo si trovava nella parte sinistra del presbiterio, posizionato sopra l'attuale nicchia del tabernacolo (assente all'epoca), mentre a destra, alla stessa altezza, Maria era posizionata, come adesso, sopra l'ambone. In seguito si decise di accorpare le due parti riproducendo in modo più chiaro la scena evangelica.
. Misure: cm 300 x 118 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: la scultura dell'Annunciazione

foto

foto

.

foto

foto

foto

Altare

Il grande altare rettangolare, prodotto interamente in marmo scolpito, domina il centro del presbiterio. È dotato di impianto microfonico accessibile dal gradino rialzato su cui poggia la pesante struttura. Originariamente ospitava il tabernacolo ed era dotato di una serie di candelabri con la base in marmo, oggi collocati nella cappella mariana. Al loro posto sono presenti due artistici candelieri in metallo fuso argentato. È stato donato dal parroco don Antonino Meduri nel 1962 come ricorda la targetta posta sul fronte della base quadrata:
"PAROCHUS ANTONINUS MEDURI
DONAVIT
VI APRILIS 1962".
. Misure altare: cm 95 x 300 x 141 (Alt. x Larg. x Prof.)
. Misure candeliere: cm 18 x 34 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: l'altare
. Beni ecclesiastici nel web: candelieri da altare

foto

foto

foto

foto

Sedili del presbiterio

Nel 1962 vengono inaugurati gli scanni (sedili) del presbiterio, realizzati in noce, così come tutto il rivestimento. Nel 1963 vengono installati sui sedili degli artistici pannelli di legno rappresentanti i simboli di Gesù e degli apostoli. Il nome del personaggio viene sapientemente fuso con un'immagine che lo rappresenta per un totale di tredici pannelli, uno per ogni personaggio. L'autrice di queste piccole opere d'arte, realizzate in compensato d'acero, è la signora Concetta De Carlo. La cattedra centrale è riservata al celebrante, ovvero il parroco o il vescovo in visita, e contiene il simbolo di Gesù con la figura di un agnello. I posti a sinistra e a destra della cattedra contengono i simboli di Pietro e Paolo, destinati, se presenti, al viceparroco e al diacono (o allo stesso parroco se a celebrare vi è un vescovo). È evidente il riferimento all'Ultima Cena con Gesù al centro e i dodici apostoli seduti attorno a lui. L'unica differenza rispetto alla scena evangelica è costituita dalla presenza di San Paolo che l'artista ha messo al posto di San Mattia (il "sostituto" di Giuda Iscariota). Di seguito vengono elencati i pannelli con una breve descrizione del simbolo. Da sinistra verso destra:

  • San Simone il Cananeo (detto anche lo Zelota). Il simbolo comprende una sega, solitamente presente in tutte le rappresentazioni che coinvolgono l'apostolo, e una piccola lancia o pugnale: la sega potrebbe riferirsi alla sua precedente occupazione, falegname o boscaiolo, mentre il pugnale è sicuramente legato alla sua partecipazione al movimento di ribellione zelota.
  • San Giuda Taddeo. Il simbolo comprende una lancia (o mazza), solitamente presente in tutte le rappresentazioni che coinvolgono l'apostolo. Morto da martire, secondo la tradizione popolare, sarebbe stato trafitto da lance e colpito a morte sulla testa.
  • San Matteo apostolo ed evangelista. Il simbolo comprende un rotolo aperto, evidente riferimento al Vangelo da lui scritto.
  • San Bartolomeo. Il simbolo comprende un coltello, evidente riferimento al suo martirio: venne scuoiato vivo.
  • San Giovanni apostolo ed evangelista. Il simbolo comprende un calice, prezioso contenitore di liquidi: probabilmente è un riferimento all'acqua e al sangue di Cristo sgorgati dal Suo costato trafitto dalla lancia. Il Vangelo di Giovanni è l'unico a narrare questo fatto essendo Giovanni l'unico discepolo presente alla crocifissione.
  • San Pietro. Il simbolo comprende una chiave: è evidente il riferimento alla Chiesa di cui Pietro fu il primo Papa. Da notare che il simbolo di Pietro è accanto a quello di Gesù, "alla sua destra".
  • . Gesù Cristo. Il simbolo comprende un agnello immolato, figura di Gesù per antonomasia. In basso un rotolo aperto con un laccio, probabile riferimento al "libro dei Sette Sigilli" citato nell'Apocalisse, libro che solo l'Agnello è in grado di aprire. Quello di Gesù è l'unico pannello in cui il nome non è indicato esplicitamente.
  • San Paolo. Il simbolo comprende una spada, solitamente presente in tutte le rappresentazioni che coinvolgono l'apostolo. La spada ha molteplici significati: può riferirsi al suo passato di persecutore dei cristiani (o al suo martirio) ma più probabilmente ha il significato di "conquista", legata alla diffusione della Parola di Dio presso tutte le genti, impresa effettivamente compiuta per mezzo del santo. Inoltre nella Lettera agli Ebrei, attribuita a Paolo (seppur con qualche incertezza), si trova scritto: "la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio".
  • Sant'Andrea. Il simbolo comprende una rete, evidente riferimento alla sua precedente attività di pescatore.
  • San Giacomo il Maggiore. Il simbolo comprende uno stendardo, talvolta presente nelle iconografie dell'apostolo. Nella tradizione popolare del medioevo si parla di miracoli ed apparizioni del santo soprattutto in contesti bellici: numerose vittorie contro i musulmani vengono attribuite all'intervento di San Giacomo.
  • San Filippo. Il simbolo comprende una croce, evidente riferimento al suo martirio. Alcune tradizioni popolari, tuttavia, narrano che Filippo fu crocifisso ad un albero al quale sarebbe stato legato ed inchiodato.
  • San Tommaso. Il simbolo comprende una squadra da disegno, spesso presente nelle sue iconografie. La tradizione popolare narra che San Tommaso partì per l'India (nonostante l'iniziale rifiuto di dirigersi in quella terra) dove svolse la sua opera evangelizzatrice: lì si ritrovò alle dipendenze del re Gundafar che gli diede una cospicua somma di denaro per costruire il suo nuovo splendido palazzo (evidentemente era un abile architetto). Ma Tommaso diede il denaro ai poveri dicendo al re che gli avrebbe così realizzato una più preziosa "dimora celeste".
  • San Giacomo il Minore. Il simbolo comprende un bastone, con riferimento al suo possibile martirio (non certo). La tradizione popolare lo vede condannato a morte per lapidazione ma, in alcune varianti, prima della lapidazione (o durante) viene colpito in testa con un bastone: il colpo ne causa la morte.

. Misure: cm 50 x 50 (Alt. x Larg.)

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

Stazioni Via Crucis

Nel 1963/64 vengono commissionate alla Scuola Beato Angelico di Milano le stazioni della Via Crucis. Vengono prodotti quattordici pannelli in legno e vetro smaltato a fuoco, rappresentanti le stazioni classiche (I - XIV). Ogni stazione è numerata ed è posta sulla parete sinistra dell'edificio parrocchiale con il primo pannello vicino al tabernacolo. In origine le stazioni erano poste a ridosso dei pilastri e la loro collocazione iniziava dalla prima campata, in corrispondenza dell'altare. Successivamente, il riposizionamento del tabernacolo impose una nuova collocazione, rimasta inalterata fino ad oggi (tre stazioni per campata anziché due). Nel marzo 2017 è stata aggiunta la XV stazione (la Risurrezione di Gesù), oggi la più vicina all'ingresso: il disegno è stato realizzato da Maria Romeo Schepis. Alcune stazioni sono state donate dal parroco o dai parrocchiani come ricorda la targhetta posizionata sotto la base in legno:

  • III stazione - Gesù cade la prima volta: donata dalla famiglia Luigi Marino.
  • IV stazione - Gesù incontra la Madonna e le pie donne: donata dalla signora Rina Tripodi.
  • V stazione - Gesù è aiutato dal cireneo a portare la croce: donata dalla famiglia Festa Ferreri.
  • XII stazione - Gesù morto in croce: donata dal parroco don Antonino Meduri.
  • XIII stazione - Gesù deposto dalla croce: donata dalla signora Grazia Pellicanò.
  • XIV stazione - Gesù deposto nel sepolcro: donata dall'Azione Cattolica parrocchiale (14 febbraio 1964).
  • XV stazione - Gesù Risorto: donata dalla famiglia Schepis, la targetta reca la scritta "In memoria di Domenico".

. Misure singola stazione: cm 38 x 58 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: Via Crucis

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

Crocifisso e mosaico

Appena entrati in chiesa, sulla sinistra, si può ammirare un grande crocifisso che occupa tutta la nicchia che precede i banchi. Realizzato in legno scolpito e dipinto a mano, il crocifisso fa parte degli arredi iniziali della nuova chiesa e probabilmente è stato prodotto da Luigi Santifaller di Ortisei o da un artista della medesima località. Nel 1963 gli artisti della Scuola Beato Angelico di Milano, Ignazio Bertoletti e Renzo Bortesi, su progetto don Valerio Vigorelli, lo stesso ideatore del mosaico absidale, producono il mosaico che fa da sfondo al crocifisso dando alla nicchia l'aspetto odierno.
. Misure del crocifisso: cm 280 x 150 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: il crocifisso

foto

foto

foto

foto

Vetrata

Nel 1982 la chiesa si arricchisce dell'artistica vetrata posta nella facciata dell'edificio e raffigurante Cristo Risorto. Il disegno, dipinto su vetro, è stato realizzato dagli allievi dell'Istituto d'Arte Preti-Frangipane guidati dal professor Familiari.
. Misure: cm ??? x 200 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: la vetrata

foto

foto

foto

foto

Lettere delle navate

Nel 1963 il parroco don Antonino Meduri acquista a Milano delle lettere in bronzo utilizzate per comporre la citazione evangelica "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete riposo alle anime vostre". La scritta è collocata lungo tutto il lato sinistro della chiesa, proprio sopra le stazioni della Via Crucis, e le lettere sono fissate su una base in legno. Pur non essendo un'opera d'arte in senso stretto, le lettere contribuiscono a dare alla chiesa il suo particolare e caratteristico aspetto. Anni dopo, il parroco don Umberto Lauro, in seguito a dei lavori di manutenzione dell'impianto elettrico, fa rimuovere la vecchia base in legno e la sostituisce con una nuova, dotata di lampade per l'illuminazione. Inoltre compra ulteriori lettere per formare la frase "In ascolto della Parola nutriti alla mensa eucaristica cresciamo in tempio spirituale" che viene posizionata sulla navata destra, parallela alla prima.
. Misure: cm ??? x ??? (Alt. x Larg.)

foto

foto

foto

Statue dei Santi Cosma e Damiano

Nel 1972 la parrocchia entra in possesso di due pregievoli statue in legno rappresentanti i santi medici Cosma e Damiano. Le due statue, realizzate dallo stesso artista (probabilmente di ambito napoletano) e dipinte a mano, vengono fatte risalire alla seconda metà dell'ottocento. Le statue facevano parte dei beni della piccola chiesa di Maria Santissima della Consolazione, situata in Via Nicola Furnari, demolita definitivamente nel 1972. In parrocchia, nel corso degli anni, le statue sono state esposte in diversi luoghi: nel momento in cui scrivo si possono ammirare nel deambulatorio che immette nella cappella feriale dove sono conservate all'interno della teca in legno originale. Occasionalmente vengono esposte sul presbiterio in occasione della ricorrenza liturgica (26 settembre).
. Misure della singola statua: cm 160 x 40 x 35 (Alt. x Larg. x Prof.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: statua di San Cosma
. Beni ecclesiastici nel web: statua di San Damiano

foto

foto

foto

Altare di San Giuseppe

Nel 1963 la Scuola Beato Angelico di Milano realizza l'altare in marmo scolpito dedicato a San Giuseppe, destinato a riempire una delle nicchie della navata laterale. La scelta del santo ha origine dalla sentita devozione popolare nei suoi confronti, molto forte a Reggio Calabria. In seguito, la nicchia viene arricchita dal dipinto, olio su tavola, di Alleruzzo che ritrae il santo con in braccio Gesù Bambino. La cornice del dipinto, che sovrasta l'altare, viene ulteriormente abbellita da candelabri a tre braccia realizzati in ottone.
. Misure dell'altare: cm 103 x 190 (Alt. x Larg.)
. Misure del dipinto: cm 240 x 100 (Alt. x Larg.)
. Misure dei candelabri: cm 14 x 20 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: altare di San Giuseppe
. Beni ecclesiastici nel web: dipinto
. Beni ecclesiastici nel web: candelabri

foto

foto

foto

foto

Altare di Sant' Antonio

Nel 1963 un parrocchiano, il dottor Filippo Rizzo, offre a proprie spese l'altare dedicato a Sant'Antonio, altro santo particolarmente venerato. L'altare è destinato a riempire una nicchia presente nella navata laterale. Il progetto viene commissionato all'ingegnere Guido Tripepi. Nonostante la bellezza dell'opera si nota la differenza stilistica (marmi diversi) e concettuale rispetto all'insieme degli altri arredi (l'altare monta un tabernacolo inutilizzato). Qualche anno dopo, nel 1965, padre Ferdinando Loverso realizza il dipinto che sovrasta l'altare e che ritrae Sant'Antonio con Gesù Bambino.
. Misure dell'altare: cm 160 x 270 (Alt. x Larg.)
. Misure del dipinto: cm 100 x 100 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: altare di Sant'Antonio
. Beni ecclesiastici nel web: dipinto

foto

foto

foto

.

foto

foto

Quadro della Madonna di Pompei

Nel 1968 viene acquistato a Napoli una copia del quadro della Madonna di Pompei, realizzato a mano da un artista locale. Il quadro va a sotituire il vecchio, divenuto ormai logoro, presente dai tempi della chiesa-baracca. Viene posto in una delle nicchie della navata laterale, la più vicina alla sacrestia. Per rialzare il quadro viene usata una base in legno.
. Misure: cm ??? x ??? (Alt. x Larg.)

foto

foto

Quadro della Madonna della Consolazione

Nel 1972, in seguito alla demolizione della piccola chiesa di Maria Santissima della Consolazione, sita in Via Nicola Furnari, la parrocchia acquisisce una copia del quadro della Madonna della Consolazione, di autore ignoto. Dipinto a olio su tela, il quadro è contenuto all'interno di una cornice dorata lievemente decorata a sbalzo nei quattro angoli. Quasi certamente prodotto in ambito reggino, esso è riconducibile alla seconda metà del 1800, periodo in cui si intenficò il culto popolare dell'effigie dell'Eremo e il numero di copie del quadro si moltiplicò a vista d'occhio su tutto il territorio. Nel momento in cui scrivo il quadro è custodito da don Umberto Lauro.
. Misure: cm ??? x ??? (Alt. x Larg.)

foto

Statua della Madonna di Fatima

Nel 1999, durante un pellegrinaggio parrocchiale a Fátima, viene acquistata una piccola statua, riproduzione della famosa Madonna così come viene descritta dai pastorelli. Realizzata in resina dipinta a mano, la statuetta viene fatta benedire il 13 ottobre 1999. È utilizzata per la "Peregrinatio Mariae", durante la quale viene portata nelle case dei fedeli per un momento di preghiera.
. Misure: cm 100 x 18 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: statua della Madonna di Fatima

foto

foto

Varie

In questa sezione vengono elencate le opere e gli arredi della parrocchia sui quali non sono presenti informazioni storiche:

  • Statua del Cristo Risorto: realizzata in cartapesta, è collocata nel deambulatorio che porta al battistero (sulla sinistra) nella stanzetta usata per l'esposizione annuale del presepe.
  • Statua della Madonna Immacolata: realizzata in cartapesta, viene esposta sul presbiterio durante il mese di maggio.
  • Statua di San Giuseppe: realizzata in cartapesta, è collocata nella sacrestia.
  • Crocifisso (metallico): utilizzato abitualmente durante la messa. L'asta viene conficcata in un piedistallo presente sul presbiterio.
  • Crocifisso (ligneo): grande crocifisso in legno, utilizzato durante le celebrazioni liturgiche del Triduo Pasquale. È conservato in sacrestia.

. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: statua della Madonna Immacolata
. Beni ecclesiastici nel web: statua di San Giuseppe

foto

foto

foto

foto

foto

Cappella feriale

La cappella feriale è presente in parrocchia sin dalla costruzione del nuovo edificio sacro. Il progetto della chiesa prevedeva un luogo da dedicare alla Vergine Maria anche in relazione al precedente titolo della parrocchia: "Santa Maria del Soccorso al Sacro Cuore" (o ai ferrovieri). La cappella feriale si prestava particolarmente allo scopo ed è per questo che oggi viene anche chiamata "cappella mariana". All'interno della cappella è impossibile non notare la caratteristica statua in legno della Madonna Immacolata, posta su un altissimo piedistallo, prodotta dalla Scuola Beato Angelico. L'aureola della statua, composta dalle classiche dodici stelle dell'Immacolata, monta un meccanismo di illuminazione. In tema mariano anche il tabernacolo, anch'esso prodotto dalla Scuola Beato Angelico che mostra la scena dell'Annunciazione dell'angelo a Maria: l'opera ricorda molto lo stile della scultura che sovrasta l'ambone della chiesa. Il tabernacolo della cappella mariana accoglie il Santissimo durante la celebrazione del Giovedì Santo. La zoccolatura è interamente composta da marmi verdi, dono dei fedeli della parrocchia. Nel 1982 l'altare, in marmo scolpito, viene ristrutturato e la cappella comincia ad assumere l'aspetto odierno. Dieci candelieri in marmo scolpito troneggiano sulla struttura: originariamente questi erano collocati sull'altare maggiore della parrocchia.
. Misure dell'altare: cm 100 x 201 x 72 (Alt. x Larg. x Prof.)
. Misure della statua: cm 150 x 35 (Alt. x Larg.)
. Misure del tabernacolo: cm 33 x 29 (Alt. x Larg.)
. Misure del crocifisso: cm 100 x 40 (Alt. x Larg.)
. Misure dei candelieri: cm 28 x 10 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: altare (cappella)
. Beni ecclesiastici nel web: statua della Madonna Immacolata (cappella)
. Beni ecclesiastici nel web: tabernacolo (cappella)
. Beni ecclesiastici nel web: crocifisso (cappella)
. Beni ecclesiastici nel web: candelieri (cappella)

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

foto

. Esterno della chiesa

Arte

Statua del Sacro Cuore (esterno)

Nel 1985 la piazza della parrocchia viene parecchio abbellita. Oltre ad un curatissimo angolo verde si decide di posizionare nella piazza una statuetta in bronzo raffigurante il Sacro Cuore di Gesù.
. Misure: cm 120 x 56 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: statua del Sacro Cuore (esterno)

foto

foto

Grotta di Lourdes

Nel 1989, in una nicchia presente all'esterno nell'estremo angolo sud-est dell'edificio parrocchiale, viene costruita una riproduzione della grotta di Lourdes con le statuette della Vergine Maria e di Santa Bernadette. La nicchia è recintata, è dotata di un sistema di illuminazione ed è costantemente abbellita con fiori di ogni tipo. Sempre nel 1989 l'opera viene benedetta: una lastra in marmo commemora l'evento. Sopra la statuetta della Madonna è installata una targa che recita "Io sono l'Immacolata concezione", l'espressione con cui la Vergine si sarebbe fatta riconoscere da Bernadette. La grotta è occasionalmente il luogo designato per la recita comunitaria della preghiera del Rosario, soprattutto nel mese di maggio.

foto

foto

foto

.

foto

foto

foto

foto

. Chiesa di Maria Santissima di Monserrato

Arte

Quadro della Madonna del Monserrato

Dipinta a olio nel 1909 da L. Allegra, la tela rappresenta senza alcun dubbio l'immagine della Madonna del Monserrato. L'artista gioca sul nome della montagna dove si trova il monastero benedettino intitolato alla Vergine Maria: il Bambin Gesù, infatti, taglia il monte con una sega rimandando a "Montserrat" che significa monte tagliato o segato. Il quadro è esposto nel presbiterio della chiesetta.
. Misure: cm 140 x 100 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: quadro Madonna del Monserrato

foto

foto

Vetrate (Monserrato)

Realizzate dalla ditta fiorentina Mellini, le nove artistiche vetrate abbelliscono gli interni della chiesetta del Monserrato. Di grandezza variabile, le vetrate sono disposte ai lati, tranne quella del Cristo Risorto posizionata al centro del presbiterio, sopra il quadro della Madonna del Monserrato. Sempre nel presbiterio, ai lati, due vetrate ritraggono degli angeli oranti. Le rimanenti vetrate ritraggono momenti della vita della Sacra Famiglia: Maria è presente in tutte le scene. Le vetrate sono state installate nel 1998, in seguito ai lavori di ristrutturazione del 1996, e sono state donate dalle famiglie della parrocchia. Ogni vetrata contiene il nome del donatore:

  • Vetrata del Cristo Risorto: donata dalle famiglia Barreca Giorgio e dalla famiglia Tripodi Marcello.
  • Vetrata dell'angelo #1: donata dalle signore Giuseppina Angela e Lucia Ficara.
  • Vetrata dell'angelo #2: donata dalla famiglia Barreca.
  • Vetrata dell'Annunciazione di Maria: donata dalla signora Mafalda Cannizzaro.
  • Vetrata della visita a Santa Elisabetta: donata dal signor Domenico ???.
  • Vetrata della Natività: donata dalla famiglia Falzea Giuseppe.
  • Vetrata di Gesù nella bottega del padre: donata da Filippo e Antonia Casoria.
  • Vetrata di Gesù crocifisso: donata da P. Ammendolia GV.
  • Vetrata della Pentecoste: donata dalla famiglia Plutino Diego.

. Misure vetrate Gesù Risorto, angelo #1 e angelo #2: cm ??? x 65 (Alt. x Larg.)
. Misure vetrate restanti: cm 135 x 135 (Alt. x Larg.)
. Ulteriori informazioni:
. Beni ecclesiastici nel web: vetrata Gesù Risorto
. Beni ecclesiastici nel web: vetrata angelo #1
. Beni ecclesiastici nel web: vetrata angelo #2
. Beni ecclesiastici nel web: vetrata Annunciazione
. Beni ecclesiastici nel web: vetrata visita Elisabetta
. Beni ecclesiastici nel web: vetrata Natività
. Beni ecclesiastici nel web: Gesù nella bottega del padre
. Beni ecclesiastici nel web: Gesù crocifisso
. Beni ecclesiastici nel web: Pentecoste

foto

foto

foto

.

foto

foto

foto

.

foto

foto

foto

 

Caterina Maria MarraIl contenuto di questa pagina è una rielaborazione riassuntiva del libro "Dal passato semi di speranza per il futuro" scritto dalla professoressa Caterina Maria Marra ed edito da Leonida Edizioni. Si consiglia vivamente la lettura integrale del saggio che contiene un'innumerevole quantità di particolari, dettagli, aneddoti, documenti, testimonianze ed immagini che la presente pagina non è in grado di offrire. Il libro può anche essere acquistato online al seguente indirizzo: clicca qui!
Foto: Quasi tutte le fotografie sono state scattate da Antonio Giorgi il 9 e il 27 maggio 2017. Altre foto provengono dal libro della Marra. Altre ancora provengono dal sito dei beni ecclesiastici, www.beweb.chiesacattolica.it.
. Altre fonti:
. www.francovalente.it
. Cathopedia: San Giacomo il Minore

L'artista, immagine di Dio Creatore

Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all'alba della creazione, guardò all'opera delle sue mani.

Lettera di Giovanni Paolo II agli artisti

Scopri di più

"Date e vi sarà dato"

La fede senza le opere è morta, dice San Giacomo. Pertanto il sito offre la possibilità di dare un contributo concreto per venire incontro ad alcune situazioni di particolare bisogno nella parrocchia e raccogliere offerte per aiutare i poveri e le vittime della guerra nel mondo.

Torna Su